Circolare CNI 357: Incompatibilità tra collaudatore statico e Coordinatore per la Sicurezza in fase di Esecuzione (CSE) – Parere del Ministero Infrastrutture e Trasporti

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Servizio Supporto Giuridico ha recentemente pubblicato il parere n.36871, avente ad oggetto l’incompatibilità tra l’incarico di collaudatore statico e quello di Coordinatore per la Sicurezza in fase di Esecuzione (CSE).

Nel proprio riscontro, il Ministero ha ricostruito l’evoluzione del quadro normativo di riferimento, evidenziando come le disposizioni dell’articolo 72 della legge 5 novembre 1971 n.1086 –rubricata “Norme per la disciplina delle opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica” – trovino oggi corrispondenza nell’articolo 116, comma 6, lettera d)3, del decreto legislativo n. 36 del 2023.

Il Ministero ha quindi osservato che il Coordinatore per la Sicurezza in fase di esecuzione, ai sensi degli articoli 89 e 924 del decreto legislativo 9 aprile 2008 n.81 (“Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”), esercita funzioni di “alta vigilanza” tecnica sull’andamento dei lavori, finalizzate al rispetto delle prescrizioni in materia di sicurezza.
Sebbene tale funzione non coincida con la direzione operativa delle attività di cantiere, essa rientra comunque nella sfera della vigilanza e del controllo, che la norma citata considera elementi di incompatibilità con il successivo svolgimento del collaudo statico.

In ragione di ciò, il parere ministeriale afferma che l’incarico di CSE deve ritenersi, in linea di principio, incompatibile con quello di collaudatore statico sulla medesima opera, poiché la posizione di chi ha esercitato funzioni di vigilanza non garantirebbe il necessario grado di indipendenza e imparzialità richiesto al collaudatore.

Per maggiori approfondimenti si rimanda alla Circolare CNI 357.