GENOVA SMART WEEK 2025

Tecnologie, sostenibilità e ingegneria: la città si racconta e si progetta

Dal 17 al 23 novembre 2025, la Genova Smart Week ha offerto una panoramica articolata su come le città possano trasformarsi per rispondere alle sfide ambientali, sociali e tecnologiche del nostro tempo. Un programma ricco di incontri, tavole rotonde e sessioni tematiche ha posto al centro l’innovazione urbana, la transizione energetica, la digitalizzazione della pubblica amministrazione, la mobilità sostenibile e la rigenerazione urbana, con il contributo diretto dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Genova, impegnato nel portare competenza tecnica e visione strategica sui temi chiave dell’agenda urbana.

Sessione istituzionale di apertura – Piani strategici della città del futuro

Ad aprire la settimana è stata la “Sessione istituzionale – Piani strategici della città del futuro”, che ha visto la partecipazione del presidente dell’Ordine, Enrico Sterpi. Nel suo intervento durante la tavola rotonda “Progettare oggi la città del domani”, Sterpi ha proposto una visione profonda dell’evoluzione urbana:

“Immaginiamo la città non più solo come un insieme di edifici, strade e infrastrutture, ma come un organismo vivente. Sensori e telecamere ne rappresentano i nervi e gli occhi. Quando qualcosa non funziona, la città lo percepisce; quando una decisione è efficace, lo comunica attraverso i dati. Progettare la città del futuro significa, prima di tutto, imparare ad ascoltarla. Oggi il linguaggio urbano è cambiato: è più veloce, più preciso. La vera innovazione non risiede solo nell’automazione o nella connessione, ma nella capacità di rendere la città uno spazio davvero democratico, proprio come immaginato da Frank Lloyd Wright negli anni ’70 con la sua visione della Broadacre City.”

Un passaggio che sottolinea il cambiamento di paradigma: la città come sistema sensibile, che parla attraverso i dati e richiede nuove competenze per essere interpretata. Il presidente ha poi richiamato il rapporto tra scelte politiche e responsabilità tecnica:

“Questo processo dinamico rende essenziale il legame tra politica e professionisti: ai primi il compito di decidere chi vogliamo essere, ai secondi quello di indicare come sia possibile arrivare a questa nuova identità.”

Digitalizzazione e AI: servizi semplici, cultura accessibile

Nel pomeriggio di lunedì 17 novembre, presso il Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, la conferenza “Digitalizzazione e AI: servizi semplici, cultura accessibile” ha affrontato il tema della trasformazione digitale come leva per rendere i servizi pubblici più efficienti e la cultura più accessibile.

All’interno del focus dedicato a Cultura, fruizione del patrimonio storico e artistico e turismo senza barriere, è stato presentato il progetto EN-HERITAGE, piattaforma per il monitoraggio e la diagnosi dello stato di conservazione degli edifici storici tramite digital twin. A illustrarlo è stato Matteo Colli, ingegnere dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Genova, che nel suo intervento ha evidenziato:

“Il cambiamento climatico sta accelerando fenomeni di degrado che richiedono nuove capacità di monitoraggio e risposta da parte degli enti gestori. Grazie alla digitalizzazione e ai digital twin possiamo leggere in modo continuo l’impatto delle variabili ambientali sugli edifici storici, trasformando dati complessi in indicatori operativi. L’intelligenza artificiale ci aiuta a riconoscere i segnali precoci del deterioramento e a pianificare interventi più sostenibili, mirati e tempestivi. In questo contesto, l’innovazione non è un esercizio tecnologico, ma una strategia di adattamento al clima che cambia. Il nostro auspicio è che questi strumenti diventino essenziali per proteggere il patrimonio, con decisioni sempre più guidate da evidenze ambientali.”

Il caso EN-HERITAGE ha mostrato in modo concreto come l’ingegneria digitale possa diventare uno strumento di tutela, mettendo in relazione cultura, tecnologia e gestione del rischio.

Smart & Urban Mobility: infrastrutture per la qualità urbana

Tra i momenti di maggiore interesse, la sessione “Smart & Urban Mobility”, curata in collaborazione con l’Istituto Internazionale delle Comunicazioni e moderata da Guido Barbazza, presidente della Commissione Ingegneria del Mare dell’Ordine, ha offerto una panoramica sulle trasformazioni in atto nella mobilità urbana. Barbazza ha sottolineato:

“Il panel smart & urban mobility ha evidenziato il gran numero di iniziative “smart” allo studio e attivate a Genova, quali i sistemi di acquisizione dati sul traffico veicolare, i semafori e i parcheggi intelligenti, il byke parking, il car e il byke sharing, di quartiere e persino di condominio. Il focus è stato esteso a iniziative nazionali ed alle aziende specializzate del settore. È stata sottolineata anche l’importanza di un approccio “umanistico” alle nuove tecnologie digitali e la crescente centralità degli ingegneri, con il grande potenziale e utilità dei servizi resi dall’Ordine”.

La mobilità viene così letta come uno snodo essenziale della qualità urbana: non solo flussi di persone e merci, ma anche dati, sistemi intelligenti e nuove forme di servizio che richiedono competenze tecniche avanzate e una visione centrata sulle persone.

Energia e resilienza: infrastrutture sostenibili

Altro tema cruciale è stato quello della rigenerazione urbana e della trasformazione energetica. Il contributo dell’Ordine si è inserito all’interno della giornata “La rigenerazione urbana e la città rinnovata: trasformare l’oggi per abitare il domani”, realizzata in collaborazione con ANCE, Ordine degli Architetti di Genova e Ordine degli Ingegneri della Provincia di Genova, che ha posto al centro il rapporto tra energia, città e qualità dell’abitare.

L’energia è stata posta al centro della riflessione come infrastruttura strategica della città intelligente. Alberto Birga, membro della Commissione Biomedicale dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Genova e Presidente, AEIT Liguria, è intervenuto alla prima sessione della giornata dedicata alla città rinnovata:

“La città del futuro sarà certamente un concentrato di tecnologia in grado di garantire l’equilibrio armonico tra la vita dei cittadini e l’ambiente. Le tecnologie digitali miglioreranno l’efficienza di tutti i servizi pubblici, ottimizzando l’uso delle risorse attraverso sensori, internet delle cose, intelligenza artificiale e analisi costante dei dati; in tutto questo la generazione e la distribuzione di energia elettrica hanno certamente un ruolo determinante: fonti rinnovabili, con impianti fotovoltaici e microeolici anche integrati negli edifici, reti elettriche intelligenti in grado di monitorare e bilanciare in tempo reale domanda e offerta. Ma la tecnologia non basta, occorre sviluppare in modo organico anche i fattori economici, infrastrutturali, ambientali e sociali”.

L’intervento ha messo in evidenza come la transizione energetica non sia solo una questione di tecnologie, ma un processo da governare in chiave sistemica, in cui progettazione, investimenti, comportamenti e politiche pubbliche devono essere coerenti.

Monitoraggio e prevenzione: la città sensibile

Il tema del monitoraggio avanzato è stato al centro della conferenza “La città sensibile: monitorare, proteggere, innovare”, realizzata in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Genova. La sessione ha affrontato una questione sempre più attuale: come trasformare dati, sensori e piattaforme digitali in strumenti operativi per la sicurezza urbana, la gestione del rischio e la protezione delle infrastrutture e del patrimonio.

L’incontro, moderato da Georgia Cesarone, Consigliere Segretario dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Genova e presidente del CTI Liguria, ha messo in dialogo esperienze e approcci diversi, accomunati dall’idea che la città debba essere “letta” in tempo reale per poter intervenire prima che le criticità diventino emergenze. Il focus è stato posto sulla capacità di prevenzione basata su dati e simulazioni, come evidenziato dall’Ing. Cesarone:

“Il miglioramento della protezione delle città nasce dall’integrazione tra monitoraggio intelligente, digital twin e capacità di prevenire gli impatti. Tecnologie e dati diventano strumenti per guidare decisioni più rapide e consapevoli.”

La sessione ha evidenziato come la “città sensibile” non sia quindi solo un’espressione evocativa, ma un modello operativo che integra monitoraggio da remoto, gemelli digitali, analisi predittiva e competenze specialistiche. In questo quadro, l’ingegneria si conferma elemento chiave per trasformare informazioni frammentate in scenari di rischio comprensibili, supportando amministrazioni, gestori di infrastrutture e comunità locali nel passaggio da una logica reattiva a una vera cultura della prevenzione.

L’ingegneria come motore trasversale dell’innovazione urbana

La Genova Smart Week si è confermata come uno spazio dinamico di confronto tra istituzioni, tecnici, imprese e cittadinanza attiva. La partecipazione dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Genova ha testimoniato la volontà di rafforzare il ruolo dell’ingegneria come competenza strategica per la governance urbana. Gli ingegneri non si limitano a progettare infrastrutture: analizzano, prevengono, innovano e contribuiscono a costruire scenari sostenibili per il benessere collettivo. In questa prospettiva, l’Ordine si propone sempre più come interlocutore tecnico per le pubbliche amministrazioni e per i diversi portatori d’interesse, accompagnando la trasformazione della città verso modelli più resilienti, inclusivi e orientati al futuro.