Shipping, Transport & Intermodal Forum 2026: scenari, sicurezza e transizione energetica
Si è svolta a Rapallo, presso l’Hotel Excelsior Palace, la IV edizione dello “Shipping, Transport & Intermodal Forum” (29 – 30 gennaio 2026), promosso da Telenord – TN Events&Media in collaborazione con il Propeller Club Port of Genoa.
Un appuntamento di confronto che ha riunito istituzioni, operatori e professionisti del comparto per fare il punto sulle trasformazioni in corso lungo l’intera filiera: shipping, portualità, trasporto terrestre e intermodalità, con uno sguardo alle ricadute operative su infrastrutture, processi, competenze e investimenti. Al centro, in particolare, i grandi driver del cambiamento: transizione energetica e decarbonizzazione, evoluzione tecnologica e digitale, nuove esigenze di resilienza e sicurezza (anche in chiave cyber), oltre ai riflessi della complessità geopolitica su rotte, catene di fornitura e continuità dei servizi.
Nuovi confini: limitano e condizionano l’operatività, solo criticità o anche opportunità?
L’edizione 2026, sintetizzata dal tema “Nuovi confini: limitano e condizionano l’operatività, solo criticità o anche opportunità?”, ha proposto un percorso articolato in tre assi.
- Scenari ambientali, con focus su transizione ecologica e decarbonizzazione, impatti dei cambiamenti climatici (anche sulle rotte) e “nuova portualità”: banchine, energia pulita, carburanti alternativi e nuove tecnologie, oltre alle ricadute su trasporto stradale e ferroviario.
- Scenari geopolitici e sicurezza, dedicati agli effetti delle tensioni internazionali su operatività e supply chain, con attenzione a sicurezza marittima e delle infrastrutture, evoluzione del “paradigma sicurezza”, cyber security/cyber resilience, e alle ricadute su energia, procedure e pratiche doganali, fino agli aspetti legali e assicurativi.
- Scenari istituzionali ed economico-organizzativi, centrati su semplificazioni amministrative e strumenti di competitività (tra cui ZES/ZLS), rapporto tra sistema portuale-logistico e Istituzioni/UE, e sviluppo di nuovi processi: collaborazione tra modalità di trasporto, crescita digitale e interporti.
Il contributo dell’Ordine: competenze tecniche, dialogo con il territorio e visione di sistema
Intervistato, il Vicepresidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Genova, Ingegner Silvio Rossi ha richiamato la concretezza dell’ingegneria “quando i vari attori decidono di efficientare, migliorare, rendere più sostenibili le loro attività”, citando esempi che toccano da vicino anche il nostro territorio: elettrificazione delle banchine, adeguamento delle strutture portuali, nuove motorizzazioni e carburanti, separazione delle reti per merci e passeggeri, sviluppo di nodi e infrastrutture per l’intermodalità.
A chiusura, l’Ingegner Rossi ha sintetizzato:
“Lo shipping evolve quando strategia e coraggio camminano insieme.”
Transizione ecologica e innovazione: una “palette” di soluzioni
Il primo pomeriggio di lavori ha posto al centro decarbonizzazione, nuove rotte e impatti climatici, insieme ai temi della nuova portualità: evoluzione delle banchine, generazione di energia “pulita”, carburanti alternativi e tecnologie oggi disponibili per accompagnare la transizione. In questo contesto, il contributo dell’Ingegner Guido Barbazza, Presidente della Commissione Ingegneria del Mare dell’Ordine, ha inquadrato la sfida come una trasformazione di portata storica:
“La decarbonizzazione sta oggi generando una nuova rivoluzione nell’industria marittima, paragonabile per portata e intensità alle due precedenti: prima il passaggio dalla vela alla propulsione meccanica e poi quello dal vapore ai motori diesel”.
Il quadro attuale, però, non offre ancora una soluzione unica:
“Al momento non esiste un’unica “ricetta” garantita per raggiungere l’obiettivo di zero emissioni di carbonio entro il 2050; tuttavia, a livello globale si osserva un forte fermento nella ricerca e sviluppo, con numerosi progetti pilota e nuove applicazioni già disponibili, sostenuti dal boom della digitalizzazione”.
Da qui l’emergere di un insieme di opzioni:
“GNL, metanolo, ammoniaca, idrogeno, biocarburanti e carburanti sintetici, cattura della CO₂, sistemi full electric e ibridi, cold ironing, nuove tecnologie veliche e persino soluzioni basate su piccoli reattori nucleari modulari”.
Il punto chiave, come richiamato in sala, è duplice. Da un lato,
“si profila una ‘tavolozza’ di tecnologie e combustibili da scegliere caso per caso, anche combinandole tra loro in modalità ibrida”.
Dall’altro, la transizione non cancella necessariamente le soluzioni mature, che possono evolvere e integrarsi:
“il motore diesel, o meglio il motore alternativo a combustione interna, sta dimostrando di poter essere una macchina davvero ‘onnivora’, capace di funzionare in modo affidabile con nuovi combustibili a basse o zero emissioni di carbonio e di integrarsi con altre soluzioni. Il tempo dirà come evolverà questo quadro”.
Sicurezza, geopolitica e resilienza: continuità operativa in un contesto instabile
La seconda giornata ha ampliato lo sguardo sugli effetti dei “nuovi confini” che attraversano il comparto, mettendo in relazione la crescente complessità geopolitica con la necessità di garantire affidabilità e continuità operativa lungo le catene di trasporto e nei nodi logistico-portuali. Il confronto ha richiamato come la stabilità delle rotte e dei flussi non dipenda solo da fattori fisici o infrastrutturali, ma anche da variabili esterne che incidono su tempi, costi, programmazione e gestione del rischio.
In questo quadro, la riflessione si è concentrata sui temi della sicurezza marittima e delle infrastrutture terrestri, includendo la dimensione della cyber security e della cyber resilience come elementi sempre più integrati nella governance dei sistemi complessi. Dalle navi ai terminal, dai corridoi intermodali ai sistemi informativi, la sicurezza è stata letta come condizione abilitante per la competitività, anche in relazione agli impatti su energia e approvvigionamenti, sulle procedure e sugli adempimenti (dalle pratiche doganali ai profili di compliance), fino alle ricadute in ambito legale e assicurativo in un contesto percepito come più vulnerabile e interdipendente.
Ordine e territorio: presidio tecnico e dialogo sul sistema marittimo-portuale
Le evidenze emerse nel corso del Forum confermano quanto, per un territorio come quello genovese, il sistema marittimo-portuale e logistico sia un ambito strategico in cui si intrecciano transizione energetica, innovazione, sicurezza e processi. In questo quadro, l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Genova rinnova il proprio impegno nel presidiare questi temi con un contributo tecnico qualificato e nel dialogo con istituzioni e stakeholder.
In questa direzione si inserisce il recente avvio della Commissione Ingegneria del Mare, pensata per rafforzare contatti e collaborazione con il mondo istituzionale e industriale, promuovendo approfondimenti e iniziative sui temi dell’ingegneria marittima e della blue economy. La Presidenza, affidata all’Ingegner Guido Barbazza, forte di un’esperienza internazionale di primo piano nel settore, rappresenta un valore aggiunto per dare continuità e concretezza a questo percorso.