Porti verdi, energia dal mare e sviluppo dell’economia del mare

Il percorso degli Ingegneri verso una visione strategica integrata dei sistemi portuali

Lo scorso 31 marzo 2026, si è svolto a Barletta il convegno Porti Verdi. Politiche di efficienza e sostenibilità energetica, organizzato dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) con la collaborazione dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Barletta-Andria-Trani, presieduto da Antonella Cascella, di Assoporti e del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
L’evento ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti istituzionali, Autorità di Sistema Portuale, mondo accademico e professionale.

L’iniziativa si inserisce in un percorso di riflessione strutturato promosso dal CNI sul ruolo strategico dei porti, intesi non più come sole infrastrutture logistiche, ma come sistemi complessi, nei quali si integrano funzioni energetiche, ambientali ed economiche, in stretta relazione con il territorio e con il mare.

All’evento ha partecipato anche il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Genova, Ing. Enrico Sterpi, a sottolineare il ruolo centrale del sistema portuale di Genova, principale hub logistico e infrastrutturale del Paese, nel confronto sui temi della portualità sostenibile e della transizione energetica, nonché la centralità dell’economia del mare quale leva strategica di sviluppo per la Liguria e per l’intero sistema nazionale.

La sua presenza si inserisce coerentemente anche nel Lavoro che il CNI sta sviluppando attraverso il gruppo “Ingegneria del Mare”, coordinato dall’ Ing. Andrea Ferrante e seguito, per delega, dalla consigliera nazionale Ing. Irene Sassetti, tra i cui componenti opera anche l’Ing. Enrico Sterpi.

Il mare come risorsa energetica per i sistemi portuali

Nel corso dei lavori è emerso con chiarezza come il mare rappresenti oggi una risorsa energetica strategica, in grado di sostenere il processo di decarbonizzazione dei porti e di rafforzarne la competitività. Il tema della sostenibilità energetica è stato infatti affrontato non come elemento accessorio, ma come asse centrale dell’evoluzione sostenibile del sistema portuale. In questa prospettiva, i porti sono chiamati a essere interpretati sempre più come sistemi energetici complessi, nei quali si concentra una domanda elevata di energia ma che, allo stesso tempo, possono diventare soggetti attivi nella produzione, gestione e integrazione dei flussi energetici, in un equilibrio che coinvolge energia, logistica, innovazione e digitale.

È proprio questo il salto di qualità oggi richiesto ai sistemi portuali: non più soltanto efficienza operativa, ma capacità di coniugare prestazioni, competitività ed efficienza energetica, riducendo al contempo l’impatto ambientale e rafforzando l’integrazione con il territorio. In questo senso, il porto si ridefinisce progressivamente come piattaforma energetica, ambientale e infrastrutturale, capace di svolgere un ruolo attivo nella transizione ecologica.

Le scelte portuali e le ricadute sull’economia del mare

Le scelte infrastrutturali ed energetiche dei porti incidono direttamente sull’economia del mare, influenzando la logistica, l’attrattività dei territori, i processi produttivi, la resilienza ai cambiamenti climatici e la competitività del sistema Paese. In un contesto nazionale come quello italiano, in cui la dimensione marittima rappresenta una componente strutturale dello sviluppo economico e infrastrutturale, i porti si confermano come nodi decisivi non solo per la mobilità delle merci, ma anche per la tenuta e l’evoluzione delle filiere produttive, energetiche e territoriali.

Proprio per questo il tema affrontato a Barletta assume una valenza che va oltre il singolo appuntamento. La sostenibilità dei porti, il loro efficientamento energetico e la capacità di abbattere l’impronta al carbonio rappresentano oggi uno dei passaggi più concreti e al tempo stesso più complessi della trasformazione infrastrutturale che il Paese sta attraversando.

Un percorso coerente verso una visione integrata

Il convegno di Barletta rappresenta la penultima tappa di un percorso organico promosso dal CNI, sviluppato attraverso precedenti appuntamenti a Roma e Trieste, con l’obiettivo di costruire una visione sistemica della portualità italiana. Se nelle precedenti occasioni il confronto aveva già posto l’attenzione sul rapporto tra porti, opere marittime e resilienza, l’appuntamento pugliese ha acceso un focus specifico sulla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici e sulle politiche di efficienza e sostenibilità energetica applicate ai porti.

In questa cornice, il contributo degli Ingegneri si conferma centrale: non soltanto nella progettazione e realizzazione delle opere, ma anche nella capacità di governare sistemi complessi, garantire coerenza tra livelli diversi di intervento e tradurre gli indirizzi strategici in soluzioni tecnicamente sostenibili. L’ingegnere è dunque chiamato a concepire una funzione di connessione tra visione e realizzazione, tra programmazione e operatività, accompagnando il processo di trasformazione del sistema portuale con competenza tecnica e responsabilità.

Uno sguardo strategico in avanti

Il percorso avviato confluirà in un evento conclusivo che si terrà a Genova il 25 giugno 2026, concepito come momento di sintesi e restituzione strategica del lavoro tecnico sviluppato. Non è casuale che la tappa finale sia prevista proprio a Genova: la città, per storia marittima, centralità infrastrutturale, movimentazione di merci e rapporto strutturale tra porto e territorio, rappresenta uno dei luoghi più significativi in cui riportare la sintesi i temi emersi nel corso del ciclo.

Il futuro dei porti passa dal mare, dall’energia e da una visione integrata che chiama l’ingegneria a connettere sostenibilità, innovazione ed economia del mare in una prospettiva di sviluppo strategico del territorio e del sistema nazionale.